Chi era Luigi Biraghi

Luigi 1937

Nato a Milano il 7 aprile 1914 a Porta Magenta, rimasto orfano di padre a quattro anni per l’epidemia di spagnola, morì serenamente a Milano, nella sua casa di via Marcantonio Colonna il 17 giugno 1989, con la famiglia accanto.

Nell’anno della sua morte, Luigi Biraghi era uno degli ultimi seicento milanesi 16/16. Amava e conosceva Milano, i suoi palazzi (“per Milano bisogna passeggiare guardando in alto”), la sua storia e il suo dialetto, oggi pressoché scomparso, di cui era studioso e cultore. Nei suoi ultimi anni ancora si trovava a parlare in milanese ai tassisti e ai vigili urbani, anche se quasi nessuno di loro lo capiva più.

Fuori da Milano c’erano le sue montagne, che Luigi Biraghi amava, conosceva e riconosceva. Alpino per tutta la vita, indossava con orgoglio il cappello con la penna nera alle adunate, aveva sostenuto la nascita della sezione ANA di Milano e delle associazioni degli ex deportati.

Dopo l’8 settembre, anziché darsi alla macchia come fecero molti suoi superiori, scelse di rimanere con i suoi alpini. Per due anni sopravvisse nei lager, rifiutandosi di collaborare con nazisti e RSI e meritando quattro onorificenze (Medaglia della Guerra di Liberazione 1943-1945, Croce di Guerra, medaglia di Volontario della Libertà, medaglia d’Onore). Quella sofferenza terribile gli insegnò l’amore per la vita, il piacere della compagnia, la generosità, il valore della famiglia e degli amici, la tenacia, la parsimonia che non è avarizia.

Luigi Biraghi, alpino

Nei campi nazisti imparò anche ad aggiustare le cose. Dopo il suo ritorno contribuì ad aggiustare Milano, devastata dalle bombe. Alla sera, dopo il lavoro e prima di cena, si ritirava nel laboratorio allestito nella cantina di casa, dove aggiustava qualunque cosa.

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Luigi Biraghi era un uomo speciale. Rigoroso e incorruttibile, era intransigente più con se stesso che con gli altri. La sua è stata una vita difficile, durissima, disseminata di ostacoli, sventure e grandi dolori, durata settantacinque anni, durante i quali affrontò ogni difficoltà, anche quelle più dure, con sereno coraggio ed enorme forza d’animo. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, ancora oggi, tanti anni dopo, lo ricorda con affetto, simpatia, rispetto e rimpianto. Qui sotto la sua ultima foto.

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Luigi Biraghi è stato il miglior padre, marito e amico che si potesse desiderare. Decenni dopo la sua scomparsa il suo insegnamento e il suo esempio continuano a essere un punto di riferimento in ogni momento della vita di chi ha avuto la fortuna di stargli accanto.

Questo sito è stato scritto e allestito da suo figlio Alberto Biraghi.