Chi era Luigi Biraghi

Luigi 1937

Mio padre, Luigi Biraghi. Nato a Milano il 7 aprile 1914 a Porta Magenta, orfano di padre a due anni per l’epidemia di spagnola, morì serenamente a Milano, nella casa costruita da lui in via Marcantonio Colonna, il 18 giugno 1989, con la sua famiglia accanto.

Luigi Biraghi era uno degli ultimi seicento milanesi 16/16, amava e conosceva la sua città, i suoi palazzi (“per Milano bisogna passeggiare guardando in alto”), la sua storia e il suo dialetto, oggi pressoché scomparso, di cui era profondo conoscitore. A fine anni ’80 ancora si intestardiva a parlare in milanese ai tassisti e ai vigili urbani, anche se quasi nessuno di loro lo capiva più.

Rimasto alpino per tutta la vita, indossava la sua penna nera con orgoglio alle adunate, amava, conosceva e riconosceva le montagne. Pescatore soprattutto di torrente, preferiva mulinelli e cucchiaini, ma non uccideva mai un pesce se non per mangiarlo. Nei campi imparò l’amore per la vita, il piacere della compagnia, il valore degli amici, la tenacia e l’arte di aggiustare le cose anziché gettarle. Nel laboratorio allestito in cantina, dove cui si ritirava dopo il lavoro, prima di cena, aggiustava qualunque cosa.

Eccolo nella primavera del 1960, durante la sua prima visita negli Stati Uniti.

Autosave-File vom d-lab2/3 der AgfaPhoto GmbH

Ed eccolo l’anno dopo in Canada, nel corso di una battuta di pesca.

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Luigi Biraghi era un uomo speciale. Rigoroso e incorruttibile, era intransigente più con se stesso che con gli altri. La sua è stata una vita difficile, durissima, disseminata di ostacoli,  sventure e grandi dolori, durata tre quarti di secolo. Eppure lui ha affrontato ogni difficoltà, anche quelle più dure, con sereno coraggio. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, ancora oggi, tanti anni dopo, lo ricorda con affetto, simpatia, rispetto e rimpianto. Qui sotto la sua ultima foto, pochi mesi prima della morte.

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Per me è stato il miglior padre che si possa desiderare e così tanti anni dopo il suo insegnamento continua a essere un punto di riferimento in ogni momento della mia vita. (Alberto Biraghi)

PS: nessuna parentela con il fondatore dell’Istituto Marcelline.