{"id":803,"date":"2015-04-02T15:44:31","date_gmt":"2015-04-02T13:44:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stalag307.it\/?p=803"},"modified":"2015-04-02T16:05:23","modified_gmt":"2015-04-02T14:05:23","slug":"lesistenza-e-un-perenne-brivido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stalag307.it\/?p=803","title":{"rendered":"Un perenne brivido"},"content":{"rendered":"<p>Il primo giorno riprendiamo contatto con Spaccesi, Capretti e Tranquillini, che sono sparsi in varie baracche; rivedo anche Tiraboschi, Vivona e altri. Il secondo giorno, 2 dicembre veniamo a sapere che ci sono nel campo quelli del Monte Berico, ex 39\u00b0 e ci precipitiamo a cercarli. Li troviamo, Morandi, Vianello, Gulfi, Tonani, un po\u2019 patiti ma sempre in gamba. Sono qui dal gennaio ed han fatto la cura del freddo pi\u00f9 di noi \u2013 ci raccontiamo la storia della nostra prigionia e rievochiamo anche i bei tempi di Aidussina. Concludiamo traendo un lieto auspicio dal fatto che ci siamo ritrovati: assieme abbiamo cominciata la naja, assieme la finiremo: siamo all\u2019ultima fase. <\/p>\n<p>Il 3 dicembre troviamo anche Varisco e completiamo i racconti. La notte dal 3 al 4 dura 14 ore, il mattino del 14 per ritardo di alcuni alla adunata veniamo puniti con due ore di permanenza fuori e rientriamo in baracca intirizziti tanto che soltanto la sbobba alle 2 potr\u00e0 scaldarci. Il 5 dicembre ritroviamo i capitani Gallavresi Turi e Bertolotti che pure sono qui da quasi un anno. L\u2019affare del freddo comincia a farsi spesso &#8211; sono torturato da mattina a sera e anche la notte faccio fatica a scaldarmi. Ogni attivit\u00e0 \u00e8 resa impossibile dai piedi gelidi &#8211; faccio fatica a leggere la \u201cStoria della Matematica\u201d di Colerns che pure mi interessa e ad ogni momento devo smettere per muovermi; la baracca mi pare quanto mai inospitale con i suoi muri gelidi e il suo arredamento sommario &#8211; in certi momenti mi pare acquisti un valore di cosa viva, di mostro particolarmente rivolto verso di noi. La sua rude semplicit\u00e0 mi fa pensare che l\u2019uomo primitivo, liberatosi dalla caverna, abbia costruito qualcosa di simile. <\/p>\n<p>Il giorno 5 riusciamo ad avere rancio e viveri soltanto nel tardo pomeriggio a causa di un allarme, il 6 facciamo il bis, fintanto che il 7 il comando tedesco ci permette di far funzionare le corv\u00e8 anche durante l\u2019allarme.<\/p>\n<p>Il 7 dicembre S.Ambrogio, c\u2019\u00e8 un raduno di milanesi, ma io non vi partecipo perch\u00e9 mi \u00e8 antipatico lo spirito campanilistico che anima tali assemblee. Vado invece al cinema ove vedo uno stupido vecchio film francese che, dopo tanta lontananza, riuscirebbe a divertirmi se il gelo ai piedi non mi tormentasse fino allo spasimo. Nel pomeriggio di S.Ambrogio i milanesi hanno organizzato un altro ritrovo con concertino di fisarmonica ma il cinema mi ritarda il pasto e non ho tempo per andarci. Il congresso di milanesi tende alla creazione di una specie di associazione con tendenze allegre e fini di mutua assistenza alla quale dovr\u00f2 dare la mia adesione. <\/p>\n<p>Dalle ore 14 del 5 dicembre pipa e bocchino pendono alternativamente vuoti dalle mie labbra \u2013 ma questa volta la fame pi\u00f9 forte della voglia di fumare, mi fa sembrare minore la sofferenza che altre volte mi era sembrata insostenibile. Anche Colombo Manni e Portalupi sono senza sigarette \u2013 quindi&#8230; mal comune&#8230; Trovo nel campo il capitano Saint Pierre e poco dopo l\u2019amico Gaggi il quale \u00e8 sistemato nella buia 7\/2  &#8211; son contento di rivederlo e mi riprometto di frequentarlo per quanto possibile. Colombo e Portalupi hanno fatta l\u2019agenda per il 1945 e in questo c\u2019\u00e8 tanta tristezza &#8211; l\u2019anno scorso a quest\u2019epoca stavo preparando il calendario del \u201944 con la certezza che non mi sarebbe servito fino in fondo. Far\u00f2 anche quello del \u201945 &#8211; e questo sar\u00e0 certamente l\u2019ultimo poich\u00e9 ammesso che si possa superare anche questo inverno se non finir\u00e0 la prigionia, finiremo noi. Il morale \u00e8 basso: il fisico \u00e8 demolito \u2013 non si potr\u00e0 continuare certamente per un altro anno. Manni trova un amico medico, vice direttore dell\u2019infermeria \u2013 ottiene di demolire, se possibile, ancora un po\u2019 pi\u00f9 il morale con l\u2019esposizione della situazione sanitaria del campo. In un vicino ospedale gli italiani tubercolotici hanno una razione inferiore alla nostra il che significa che sono inesorabilmente condannati &#8211; i russi nelle stesse condizioni hanno da parte dei tedeschi trattamento anche peggiore &#8211; segno che il debole riflesso delle convenzioni internazionali che arriva fino a noi serve a qualcosa. <\/p>\n<p>Il 9 dicembre troviamo, al mattino, il cortile gelato. Le pompe non danno acqua. Nel pomeriggio nevica. L\u201911 dicembre sono di corv\u00e8 \u2013 vado a pigliare il tiglio che nevica \u2013 il freddo \u00e8 intenso e quando rientro, per riscaldarmi, devo tornare a letto. Per tutta la mattinata non ci danno viveri a causa della mancanza di carbone in cucina e a causa di un lungo allarme. L\u2019attesa, verso mezzogiorno, diventa spasmodica. L\u2019umidit\u00e0 della camerata \u00e8 indicibile &#8211; il pavimento \u00e8 perennemente bagnato, il soffitto gocciola, la biancheria non si asciuga mai completamente, stivali scarpe e contenuto dei sacchi ammuffisce e puzza &#8211; lo stesso letto \u00e8 costantemente intriso di umidit\u00e0 e le coperte sono gelide. L\u2019esistenza si \u00e8 trasformata in un perenne brivido che ha breve sosta solo durante la consumazione del rancio caldo. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo giorno riprendiamo contatto con Spaccesi, Capretti e Tranquillini, che sono sparsi in varie baracche; rivedo anche Tiraboschi, Vivona e altri. 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